Essere single fra limiti, possibilità, felicità e scelte

Tempo di lettura: 5 Minuti
il 4 di spade rappresenta la posizione in cui si dorme da single in un letto matrimoniale

È domenica. Mi sveglio nella posizione del quattro di spade. Che bello essere single! Ho passato la notte in piena libertà. Libero di muovermi. Libero di scoreggiare. Di russare.

Le scalette della finestra non lasciano trapelare alcun fascio di luce ma l’orologio mi sbatte in faccia la realtà: sono le 13.00. Non mi svegliavo nel primo pomeriggio da undici lunghissimi anni, l’arco temporale che ho condiviso con la mia ex compagna. Vita da single!

Piscio fuori dalla tazza mentre alcuni pensieri mi riportano alla nottata appena trascorsa: un rapporto carnale, passionale, di sangue, con il mio PC a scrivere concetti che avevo tenuto in serbo per troppo tempo. Un viaggio della mente senza destinazione d’arrivo.

Sono felice di vivere la mia domenica da single senza alcun programma

Niente cose del tipo: cosa mangiamo oggi? Che si fa dopo pranzo? Così, apro il frigo e decido se fare colazione con caffè e biscotti o se pranzare con uno spaghetto pomodoro e tonno che, obiettivamente, mi darebbe un dignitoso apporto proteico di cui ho bisogno… Intanto faccio il caffè.

Nessun centro commerciale. Niente pranzo dai suoceri né Domenica In

Mi scaravento sul divano e, mentre il mio cane mi osserva come solo un cane sa fare, subisco la carezza nostalgica di un ricordo che focalizzo vedendo la cornice vuota in cui c’era la foto di ciò che eravamo convinti di essere io e quella donna, o, quantomeno, cosa eravamo convinti di aver capito. COS’È L’AMORE.

porta fotografia vuoto che simboleggia la solitudine di un single

Quello che ho capito adesso è che essere single vuol dire lavorare e investire su se stessi. Guardarsi dentro

Infatti, una vita da single ti offre consapevolezza. Ti guardi allo specchio e vedi veramente chi sei: pregi e difetti… Potenzialità e debolezze. Non c’è nessuno a colmare il vuoto, a riempire quella lacuna che ti porti dentro; a compensare. Acquisita la consapevolezza, la sfida è aperta. Combattere in prima persona, per conoscersi, migliorare e imparare a prendersi ogni responsabilità. Tutto dipende da te!

essere single ed investire sulla propria crescita

Arriva un Whatsapp: un amico mi chiede di cenare insieme…

Prima di raccontarvi l’epilogo di questa mia domenica voglio fare qualche considerazione. Mi sono reso conto che nella vita di coppia si progetta ogni cosa; ci si proietta continuamente nel futuro. I single vivono la vita divorando il presente.

I progetti di una coppia vanno di pari passo con i compromessi. Il compromesso è il risultato di concessioni che arrivano da entrambe le parti. Si raggiunge con uno scambio equo di opinioni e dati di fatto. “Viene raggiunto attraverso una considerazione obiettiva delle reciproche richieste, concedendo un po’ a ciascuna delle parti”. Proprio così: un po’Scusatemi se adesso voglio prendermi tutto!

Essere single vuol dire portare avanti progetti di pari passo con le proprie e sole intenzioni

Sei l’unica persona che può imporsi dei limiti. Discuti di ciò che hai in mente per averne una maggiore consapevolezza, per raccogliere qualche consiglio, per essere sicuro del rischio che stai correndo, non di certo per avere una sorta di autorizzazione a procedere. Non ti serve.

Vivere da solo ed essere padrone del proprio tempo

Puoi essere single a 20/25 anni. Potresti ritrovarti a vivere da solo a 30 o 40 anni. Ci sono stati casi di separazione che riguardavano persone ultra settantenni ritrovatisi a vivere da single o persone che hanno sempre vissuto da soli. In ognuna di queste ipotesi puoi gestire il tuo tempo libero come meglio credi.

Stare bene con se stessi è la chiave per stare bene con gli altri

Quando stai bene con te stesso tutto ti scivola addosso. Specie se quella che hai, e cioè la condizione raggiunta, te la sei guadagnata senza il supporto di nessuno e, soprattutto, con sacrifici che conosci soltanto tu. Niente da spartire con nessuno. BISOGNA STARE BENE DA SOLI

Dicevamo della mia domenica…

Arriva un Whatsapp: un amico mi chiede di cenare insieme… Lo conosco da una vita ma non ci vediamo da parecchio. È con altre persone, gente che non ho mai visto. In uno scambio repentino di messaggi, decido istintivamente di sfruttare il mio spazio esterno per cenare all’aperto; tutti da me!

Dopo un paio d’ore passate in bagno fra bisogni fisiologici e una doccia bollente in cui ho consumato tutta l’acqua calda, mi ritrovo facce nuove dentro casa. Nuovi soggetti da esaminare, seduti sul mio divano, a consumare il mio pavimento. Ma va bene così, le mie scelte non devono essere approvate, le amicizie non devono essere condivise, il mio tempo è una forma di denaro che soltanto io decido come spendere.

Dopo un paio di birre, una pizza, conversazioni inutili su come gestisco la mia nuova vita da single e occhiate ammiccanti che significano tutto e niente, gli amici si dileguano e rimango solo: beata solitudine.

Beata solitudine. Compagna in cui racchiudo tutto me stesso. Come ho fatto senza di te per tutto questo tempo? Per raggiungerti dovevo indossare delle cuffie, oppure dovevo farmi addormentare le gambe seduto nel cesso; dovevo uscire fuori di casa a fumare una sigaretta che finiva sempre troppo presto. Adesso sei qui a presenziare le mie giornate, pronta a riabbracciarmi tutte le volte che qualcuno prova a riempire il vuoto che con tanto rispettoso egoismo mi sono guadagnato.


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