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copertina la manipolazione dell'anima
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Introduzione

   Sara legge la parola epilogo, beve un sorso d’acqua e pensa al momento in cui la libraia, dopo averle proposto di leggere un romanzo tradotto in tredici lingue che aveva fatto il giro del mondo, afferra da un espositore sul quale erano messi in bella vista libri firmati da scrittori del calibro di Carlo Ruiz Zafon, il romanzo di un autore sconosciuto, un caso letterario da centomila copie vendute in pochi giorni: La manipolazione dell’anima, di Dragan Codermak. Un romanzo autobiografico, definito letale per il modo in cui viene narrata una realtà che fredda la più efferata fantasia. Le vicende descritte sono state al centro dell’attenzione mediatica, e le indagini della procura stanno ancora facendo chiarezza sui vari punti illustrati dall’Autore che, dopo aver auto pubblicato il libro e destinato l’intero importo dei proventi a un’associazione benefica, ha fatto perdere le sue tracce.

Sara ha strappato il libro dalle mani della commessa per osservare la copertina: il volto di un’aquila e lo scorcio di un tramonto mascherato da luci e ombre. Appena fuori dal negozio, in un angolo della strada, lo ha tirato fuori dal sacchetto e ha sfogliato le pagine a ventaglio per ascoltarne il fruscio, afferrarne il profumo e sentirne, imprigionato nella memoria, il sapore amaro del risveglio; quello che ha vissuto dentro una vasca da bagno che l’ha tenuta in vita mentre le fiamme divoravano la casa di suo padre. Una vita che non è stata più la stessa, nel preciso istante in cui ha deciso che, con il silenzio, avrebbe seppellito ogni cosa. Per quale giustizia avrebbe dovuto battersi? Per quella di un genitore che aveva alimentato i malanni dei suoi pazienti per un tornaconto personale? Sara conosceva bene gli affari loschi del padre, era al corrente dei metodi che aveva messo in atto per guadagnarsi una vita agiata, ma non aveva mai fatto niente per fermarlo. Si era abituata a convivere con i sensi di colpa e, semplicemente, se ne teneva lontana. Era pur sempre suo padre. O forse avrebbe dovuto chiedere giustizia per la morte di Gregorio? Il suo ex fidanzato era un uomo senza scrupoli che la perseguitava da tempo e che, in diverse occasioni, aveva abusato di lei fisicamente e mentalmente.

Adesso Sara è a un passo dalla fine del romanzo, consapevole di aver vissuto, fin dal primo capitolo, vibrazioni che le hanno fatto tremare l’anima. Corde emozionali percosse da sentimenti d’amore illeciti che hanno scatenato il potere dell’odio. Parole che le hanno legato allo stomaco un senso di smarrimento divenuto appartenenza: uno stato d’animo che riflette la felicità nello spazio come se fosse l’eco di un dolore.


Epilogo

A PIEDI NUDI

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Ringraziamenti

Grazie a te, per aver letto il mio romanzo e per aver donato e condiviso il progetto, senza la tua attenzione e sensibilità non avrebbe avuto alcun riscontro.


Grazie alla mia famiglia che, come sempre, mi supporta nei miei progetti creativi, silenziosamente e, a volte, inconsapevolmente.


Grazie a Barbara per aver ascoltato le mie idee, incoraggiato le intenzioni e per essermi stata vicino durante le fasi di down.


Grazie ai musicisti che hanno realizzato le splendide tracce che avete ascoltato durante la lettura.


Grazie a Balouo Sao che si batte ogni giorno nella difesa dei diritti umani.

Grazie a mia figlia Cecilia: l’amore nella sua essenza.

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