La leggerezza dell’essere è insostenibile?

evidenziare la leggerezza con cui si cambia personalità

Caro diario, oggi voglio parlarti dell’insostenibile leggerezza dell’essere

Non del romanzo, ma del concetto di leggerezza, incoscienza, inconsideratezza… Insomma, di quella sorta di menefreghismo travestito da leggerezza con cui molta gente si approccia alla vita. Ci sono molte sfaccettature che riguardano l’argomento e, cambiando punto di vista, si può arrivare a un’interpretazione diversa del pensiero. È davvero insostenibile la leggerezza dell’essere?

Secondo Milan Kundera, scrittore, poeta, drammaturgo e saggista ceco, la leggerezza dell’essere è, per l’appunto, insostenibile; uno schermo dietro il quale nascondere la reale pesantezza esistenziale.

Leggi l’articolo di Antonietta Pistone

La leggerezza dell’essere non mi appartiene, sono pesante in tutto quello che faccio

Prima di parlare rifletto. Troppo. Metto le parole sulla bilancia come un narcotrafficante con la cocaina allo stato puro. Non propongo mai qualcosa se non sono pienamente convinto. Non parlo mai di un progetto da realizzare se prima non ne ho messo a fuoco tutti i dettagli e la fattibilità. Se espongo un giudizio, una critica, un’idea, me ne prendo la responsabilità: non tiro mai una pietra per nascondere la mano. Se faccio una promessa, cascasse il mondo, la mantengo. Sarà per questo che non mi sono sposato?

(A proposito… hai già letto questo? Promessa di matrimonio)

Quindi mi chiedo: sono le persone “leggere” che mi stanno sul cazzo, o ce l’ho con me stesso perché, consapevole del fatto che nel sostenere la leggerezza si vive meglio, non riesco a esserlo?

Questo ragionamento, ovviamente, va in contrapposizione con il concetto del drammaturgo Milan Kundera, secondo il quale la leggerezza è una “non consapevolezza”, con la quale si affronta la vita; un modo d’essere che deve ancora fare i conti con la realtà.

Infatti, secondo il concetto dell’insostenibile leggerezza dell’essere, l’uomo acquisisce certezze quotidianamente, allontanandosi sempre di più dall’idea di essere padrone della propria vita e caricandosi di dubbi e incertezze, acquisendo, così, la consapevolezza di un’esistenza limitata; assumendosene la pesantezza. Un po’ come svegliarsi da un lungo sonno e indossare un’armatura medioevale con cui, finalmente, iniziare a combattere le verità della propria esistenza.

dare l'idea di pesantezza

Ok! Intanto, però, nell’attesa di acquisire consapevolezza, vivo con leggerezza…

A parte la teoria dell’insostenibilità, c’è chi prende la vita troppo sul serio ed è “PESANTE”, e chi, invece, riesce ad avere tutta la mia ammirazione perché affronta la quotidianità con leggerezza. Le persone leggere, a prescindere dal loro percorso esistenziale di cui “un giorno” prenderanno consapevolezza, prendono in giro la vita, se ne fottono del parere degli altri (compreso quello del poeta Kundera), non hanno nulla da spartire con i sensi di colpa e non usano il Gaviscon.

Io, come avrete capito, appartengo alla categoria dei pesanti: sono l’opposto di quello che sembro e il contrario di ciò che vorrei essere

“Devi essere più leggero…”

Dopo 10 anni di convivenza, in una delle tante discussioni su come tenere in vita il nostro rapporto, la mia ex compagna conclude la nostra piacevole conversazione con una perla di saggezza scagliatami contro per colpevolizzarmi proprio di questo: “Prendi sempre tutto sul serio… Devi essere più leggero!” Vado a dormire con questa frase che mi rimbalza da una tempia all’altra come nel primordiale gioco di racchette PONG.

Leggero… leggero… Cosa avrà voluto dire?

Così, prima di lasciarmi abbracciare da Morfeo, faccio un salto nel passato e cerco di inquadrare tutte le persone “sostenibilmente leggere” che ho conosciuto. Individuati gli elementi, mi guardo intorno: la mia quotidianamente in casa, le giornate al lavoro, le serate con gli amici… Cerco di focalizzare l’attenzione sull’atteggiamento di chi prende la vita alla leggera e, per quanto possa essere credibile o assodato il concetto del poeta sopra citato, secondo il mio modestissimo parere ci sono una buona parte di persone capaci di andare oltre quella leggerezza “frivola” che può farti reggere con più serenità il dramma quotidiano. Persone ignare, o senza timore, di mettere alla luce la propria disposizione d’animo all’adiaforia. E quando se ne renderanno conto, forse, sarà troppo tardi!

Le persone leggere parlano anche di ciò che non sanno

Il più delle volte fanno proposte di cui si pentono. Espongono un’idea, oggi, che va in contrapposizione con quella che avevano avuto il giorno prima e che non avrà nulla a che vedere con quella del giorno dopo. Ma di tutto questo se ne fottono…

Promettono e non mantengono

Parole lasciate esplodere nell’aria come fuochi d’artificio che illuminano il cielo, facendoti sgranare gli occhi, per essere sostituite, un attimo dopo, da altre luci… altri colori… altri rumori assordanti.

Riescono a sorridere sempre. La loro faccia si modella come carta pesta

evidenziare la leggerezza con cui si cambia personalità

Se sei leggero ti scivolano le cose addosso. Indossi maschere carnevalesche a richiesta, dopodiché, ti senti in pace con te stesso mentre gli altri vomitano.

Parcheggi in doppia fila senza ricevere mai una multa. Hai il sonno pesante. Arrivi in ritardo agli appuntamenti. Hai motivazioni più importanti che non devi neanche esporre; non hai bisogno di giustificarti, no: collezioni figure di merda e non ci fai caso perché sei abituato al fetore.

Quello che pensano gli altri non conta – fino a che non hai bisogno degli altri. Allora fingi di ascoltare parole che non condizioneranno il tuo essere, perché hai già deciso cosa è giusto per te: il vestito da opportunista ti calza a pennello.

Sicuramente ascolti canzoni in tonalità maggiore, ami i balli di gruppo e i tormentoni estivi. Riesci a metterti il buon senso sotto i piedi, poi, regali fiori e acquisti essenze per profumarti la coscienza.

Quanto vorrei essere capace di tutto questo

senza rendermene conto!

L’assenza assoluta di un fardello fa sì che l’uomo diventi più leggero dell’aria, prenda il volo verso l’alto, si allontani dalla terra, dall’essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato

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1 commento su “La leggerezza dell’essere è insostenibile?”

  1. Ciao roby, ho letto domandandomi e riflettendo… ed è uscito fuori il mio pensiero sulla propria leggerezza! diventa insostenibile nel momento preciso in cui la presa di coscienza obbliga, la pesantezza stessa, ad apparire leggera. Agli altri, alle cose, a gli animi, alle coscienze, pur di non mostrare il vero peso che ci riserva il nostro percorso di vita.

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