Cosa c’è dopo la morte?

Cosa c’è dopo la morte? Paradiso, Purgatorio e inferno esistono veramente?

Una domanda che tutti ci siamo posti almeno una volta nella vita: “Cosa c’è dopo la morte?” Vale a dire, dove andremo a finire? Cosa ci siamo meritati? Forse un posto in Paradiso? Un soggiorno al Purgatorio? Oppure la nostra anima brucerà all’Inferno? La risposta l’abbiamo sotto gli occhi!

Focalizziamo la realtà invece di perderci nei meandri del mistero

In altre parole, dovremmo smetterla di ricercare prove concrete sull’esistenza del Paradiso, dell’Inferno o del Purgatorio attraverso concetti irrazionali e fuori dalla nostra portata visiva, e degnare di considerazione la realtà che ci circonda, spesso ignorata, denigrata dall’abitudine che rende ogni persona NEUTRALE; un automa privo di riflessi e di volontà che non vede quel che ha sotto gli occhi.

Attimi in cui vieni rapito dai sensi

Credo che non dovremmo focalizzare la nostra attenzione sul “cosa c’è dopo la morte” ma su “cosa c’è adesso”; ci ritroveremmo a presenziare quei luoghi tanto misteriosi sempre al centro dell’attenzione.

Ad esempio…

L’amore per la vita. La felicità. La musica e i brividi. La passione e il tempo che vola. I progetti, le emozioni e il potere ipnotico che ne suscitano. L’orgasmo… I colori di un tramonto, le sfumature, il calore. Gli odori che inebriano la mente, i sapori che esplodono nel palato in una varietà infinita. Camminare, sentire, respirare… La nascita; un miracolo! Lo sguardo di un figlio; il suo sorriso… Non è forse il Paradiso?

Esistono più di 6000 malattie rare

In genere sono di origine genetica e diventano compagne fedeli per la vita. Alcune possono essere combattute e con qualche compromesso ti permettono una vita “normale”. Altre, ti costringono a vivere in una condizione inaccettabile. Inimmaginabile. Ci chiediamo cosa c’è dopo la morte? Allo tesso modo, dovremmo chiederci perché esiste tutto questo!

Essere sordo, cieco e muto cos’è? Uno scherzo del destino? Una punizione divina?

189 mila persone in Italia sono sordocieche. Un esercito di invisibili che vive nel buio e nel silenzio grazie anche alla superficialità con cui la società si occupa di certe problematiche. Premesso che ci sono persone con handicap che hanno una forza di volontà e un amore per la vita SOVRANNATURALE, persone capaci di meravigliarsi e apprezzare le cose più semplici della vita e dalle quali potremmo imparare a dare la giusta importanza alle cose, poi, ci sono tutti gli altri. Vale a dire, quelli che non accettano la loro condizione.

Quelli che non trovano vie d’uscita, rimanendo intrappolati nella loro “non vita”

Stanno scontando una pena? Che colpe hanno? Sono messi alla prova? Nel 2005, a Firenze, a causa del cordone ombelicale intorno al collo, un neonato andò in arresto cardiaco. Fu intubato e salvato. Nacque cieco, sordo, muto e paralizzato. Cos’è questo? Un transito per il paradiso? Per lui o per i suoi genitori?

Cosa c’è dopo la morte è veramente più importante di cosa c’è adesso?

I bambini delle fogne di Bucarest

Fuori ci sono -10 gradi. Calandosi dai tombini, e condividendo con i ratti lo spazio concesso dai cunicoli in cui passano i tubi del riscaldamento sotto la città, possono permettersi di non morire di freddo. In pratica, i ragazzini vivono in una sorta di città sotterranea, fra escrementi, urina, resti di cibo e carogne di topo. Sono abbracciati dal buio; nero e fetido. Sniffano colla. Inoltre, molti di essi sono malati di AIDS e aspettano di essere abusati da qualche malato di mente che ha scelto la Romania come meta per il turismo sessuale. I pedofili arrivano da tutto il mondo. Dall’Europa. Dall’America. Dal Canada. Prostituendosi, i figli di nessuno possono permettersi un tozzo di pane o una bottiglietta di colla da sniffare, poi, tornano di sotto, a intanarsi; il loro purgatorio è a pochi metri sotto la superficie.

Cosa c’è dopo la morte? L’Inferno? No. l’Inferno è qui. È adesso 

La guerra e l’inferno non possono essere così diversi

Uomini, donne e bambini stramazzano al suolo dimenandosi. Non riescono a respirare. Rossore e bruciore agli occhi. Vomito. Asfissia. Sono vittima dell’aria che respirano satura di gas nocivi. Nel frattempo, prima che la scia chimica lo raggiunga, un padre scava nelle macerie. Ha le unghia insanguinate; le sue mani sono l’unico mezzo che possiede per cercare di tirare fuori il figlio. Ha già perso la moglie, la sua casa è crollata. Proprio lì, in mezzo alle macerie che hanno seppellito i sacrifici di una vita annebbiando, con la polvere, anche i ricordi, c’è il figlio ancora vivo che grida aiuto.  Credete che ci sia un limite alla sofferenza? Soprattutto, credete che l’Inferno possa essere peggiore?

Per concludere,

vorrei darvi un opinione personale sul cosa c’è dopo la morte ma, credetemi, non riesco a distogliere l’attenzione da ciò che conosco, da tutto quello che succede nel mondo, dalle esperienze che la vita ci offre nel bene e nel male; non riesco a focalizzare un contenuto astratto che mi soddisfi! Penso soltanto che, molto probabilmente, torneremo nel posto da cui siamo venuti. Un luogo in cui siamo già stati e che non ricordiamo.

Vi lascio con una frase del Sommo Poeta che, con un concetto tenuto in ostaggio da poche parole, riassume la morale di quest’articolo.

I luoghi più caldi dell’inferno sono riservati a coloro che in tempi di grande crisi morale si mantengono neutrali

Dante Alighieri

Grazie per aver letto!

Roberto Puccio


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6 commenti su “Cosa c’è dopo la morte?”

  1. Ogni qualvolta mi ritrovo davanti ad una paesaggio, quando ascolto il mare e guardo il cielo mi chiedo sempre come sarà quando non godrò più di tutto questo. 😔 Quando vivo un periodo di totale sconforto tendo ad aggrapparmi alla preghiera, rivolgermi ad una entità astratta spesso mi tranquillizza. Stranamente, però,non mi sono mai posta la domanda del cosa ci sarà dopo. Proprio perché tutto quello che ci circonda fa tanto male mi capita di pensare che il momento della morte sarà, forse, egoisticamente la fine di tanto dolore. Nel quotidiano viviamo situazioni così surreali, l uomo sembra superare sempre il limite e fare peggio; l INDIFFERENZA è il male dei nostri tempi; non sappiamo condividere, non prendiamo posizioni, ci giriamo dall altra parte e guardiamo SOLO al nostro orticello. Non esiste l EMPATIA! Quando ci sono grandi catastrofi pensiamo sempre che TANTO è lontano da noi. E` stato così anche con il COVID: la Cina era cosi lontana eppure guardaci adesso. Dopo il primo lokdown speravamo di essere migliori ed invece siamo diventati peggiori. Io sono di quelle schiera di persone che sostiene che ci meritiamo l ESTINZIONE!! Non sono in grado di sopportare tutto questo.
    Quindi NO. Non credo che dopo la morte esistano luoghi così distintamente classificati, gli stessi esistono già nella realtà e a seconda dell esperienza che si vive si può contestualizzare la stessa.
    E oggettivamente l INFERNO lo stiamo vivendo!!

    1. Indifferenza… mancanza d’empatia! Hai detto tutto e non posso fare altro che condividere. Essere migliori dopo il covid è stata una delle cose che più mi ha fatto sorridere durante la quarantena. Dovremmo imparare dagli errori, invece…

  2. Penso che il passaggio dopo la morte, potrebbe essere scoperto all’ultimo squillo, suono, battito, istante… Appartenente alla morte sovrana. Il che può abbracciare sia il sacro che il profano.

  3. Domande e quesiti veramente interessanti, dai contenuti profondi. Danno spazio a risposte ipotetiche, immaginarie, senza alcuna certezza. Due parole: vita e morte. Inizio e fine.

    1. Grazie… Sono contento di aver catturato la tua attenzione. Certo, risposte ipotetiche; ciò di cui possiamo nutrirci. Provare a capire rimanendo sempre nel dubbio. Il mio, infatti, è un invito a focalizzare l’attenzione su quello che stiamo vivendo, su ciò che succede intorno a noi.

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