SI… MA VORREI NON AVERNE!
Quando lessi questa domanda nel mio cervello si attivarono una serie di impulsi che mi portarono a una riesamina delle esperienze che ho vissuto. Capii, attraverso il confronto degli episodi personali con quelli vissuti da terzi, che la mia percezione delle cose, in merito all’argomento “BISOGNO DI FARE SESSO”, era condivisa; un luogo comune. Ho letto svariati articoli sull’argomento, ho navigato in internet alla ricerca di notizie, pareri, forum…
Prendendo in considerazione tutto quello che mi ha fornito degli input o, semplicemente, delle conferme, sono arrivato a una conclusione.
Fare sesso è una cosa meravigliosa. Fa bene al corpo e all’anima ma, a volte, ti trasforma!
Prima di fare sesso riesci a tirare fuori dal cappello doti che non sai di avere. Per procurarti una dose diventi accondiscendente, generoso, attraente, misterioso; falso. Tutto ciò che una donna può desiderare da un uomo si impossessa della tua persona. Dovresti chiamare un prete esorcista ma preferisci usare il potere concessoti dal demone per conquistare la tua preda. Così, ti esponi come un pavone che mette in mostra il ventaglio: sfumature di colore che andranno via dopo la doccia.

Durante è l’apoteosi. Dimentichi tutto. I debiti, le bollette, gli impegni di lavoro, la pentola sul fuoco, il nome del tuo partner! Dimentichi persino di essere un uomo e dai libero sfogo al tuo ISTINTO ANIMALE. Fai cose che non vorresti. Dici cose che non pensi. Guardi, tocchi, odori, assapori, senti… Usi tutti e cinque i sensi contemporaneamente e, nonostante l’ateo-agnosticismo con cui hai vissuto l’ultimo decennio della tua vita, inizi a credere che ci sia qualcosa dopo la morte.

Dopo succede una cosa misteriosa… Si, ok, ci si rilassa. L’unica cosa che vuoi è lasciare il tuo corpo in uno stato vegetativo che io chiamerei “la pace dei sensi che hai soddisfatto”, una parentesi in cui ti appisoli mentre sudore e liquido seminale ti si asciugano addosso. Ma la cosa misteriosa a cui mi riferisco, e che riguarda nella stragrande maggioranza l’uomo (donne smentitemi se non è così), è il ritorno alla realtà. Un risveglio. Quando si parla fra uomini si dice: “ti scende un velo sul viso”.
Provo a spiegarmi meglio…
Dopo l’orgasmo, la donna splendida che avevi davanti durante l’apice della tua eccitazione è ritornata a essere quella di sempre: una cagacazzi. I pensieri che hai fatto su di lei prima di intraprendere il rapporto sessuale “no, infondo non è poi così rompiballe”, “forse quella volta aveva ragione”, “la amo ancora”, “ voglio che la nostra storia torni a essere quella di una volta”, sono un inganno a cui la tua mente ti sottopone per arrivare al sesso; una sorta di “autosuggestione da accoppiamento!”

Quando tutto si esaurisce è come svegliarsi da un sogno: rimane un immagine sfocata. Tutte le buone intenzioni che ti erano passate per la testa 15 minuti prima (facciamo 20′), subiscono un calo di peso fisiologico. Sarà per questo che l’uomo dopo il sesso si appisola? Per entrare completamente nella parte e risvegliarsi come se nulla fosse? A questo potreste rispondermi voi nei commenti.
“Un uomo, prima dell’orgasmo, è un imperatore, dopo è un orfano”
(Ivano Porpora)
Ma vediamo cosa dice la scienza…
È stato dimostrato da uno studio scientifico condotto all’università di Londra che, in media, l’uomo rivolge al sesso almeno un pensiero ogni ora. Questo è dovuto a una presenza di cellule neuronali che fanno vivere il sesso come una priorità. Se il desiderio sessuale non viene soddisfatto la media sale fino a diventare un pensiero incessante: sogni erotici, polluzioni notturne, pene in erezione fin dal risveglio.
C’è poco da fare: l’uomo, rispetto alla donna, ha una “fissazione mentale” legata a un’esigenza fisiologica, che spesso, se non è condivisa dal partner, degenera in un problema.
Come si risolve?
- Sommariamente con la masturbazione
- Semplicemente con un amante
- Squallidamente con le prostitute
- Drasticamente con la separazione
Nel peggiore dei casi si cerca di convivere con la condizione soffocando un desiderio che ritorna sempre. Si ricerca un modo, anche attraverso i farmaci, per diminuire la libido sessuale. Addirittura, si prova a cambiare il proprio orientamento sessuale. Cambiare se stessi, per il bisogno ossessivo di fare sesso, accompagnato dall’incapacità o dal rifiuto di procurarselo nei modi sopra citati.
Voglio concludere con un pensiero…
Vorrei vivere il sesso come fanno le donne. Vorrei che fosse un piacere ricercato, non un’esigenza. Un desiderio conscio, riflesso, non un istinto da addomesticare. Vorrei che fosse il particolare che fa la differenza, la condivisione di uno stato d’animo, l’unione di due corpi in un brivido.
Roberto Puccio
