Essere o apparire? Conta chi ce l’ha più lungo!

Tempo di lettura: 5 Minuti

Essere o apparire attraverso le cose che possiedi… Perché l’importante è chi ce l’ha più lungo!

Quando avevo 13 anni non mi ponevo la domanda esistenziale “essere o apparire?” ma si faceva a gara a chi ce l’aveva più lungo. Così, correvamo in bagno con un righello e misuravamo le nostre incertezze in cerca di rassicurazioni.

essere o apparire

In conseguenza al risultato ottenuto dalla misurazione il tuo pene veniva etichettato da un nomignolo che, nel bene e nel male, rendeva l’idea del riscontro acquisito, un nome che rendesse giustizia: pitone, anguilla, manubrio, manico, stroppone, capitone, pingone, banana… Oppure, al contrario, un termine con cui essere deriso fino alla morte: pisellino, uccellino, belino, favetta, biscottino, bigolo, piciu…

Dopo i quarant’anni la storia è la stessa. La gara a chi ce l’ha più lungo continua sotto altro aspetto: VESTITI, AUTO, CASE…

Ci si maschera con il vestito più costoso, l’auto più veloce, la casa più grande… Per essere o per apparire?

A prescindere dall’essere o dall’apparire, oggi, non mi sento più in competizione. La gara a chi c’è l’ha più lungo prevede una contesa che non è più frutto della leggerezza adolescenziale ma è madre di una stupidità esistenziale. Una non presa di coscienza! Un far finta di niente! Eppure basta così poco; chiedetelo a Google!

Che tu decida di essere o di apparire non saldare la tua personalità alle cose che possiedi

1° punto: i Vestiti

Personalità catalogate dai marchi. Vestiti costosissimi, nati dallo sfruttamento della manodopera. Ci fanno apparire come una categoria di…

essere se stessi o apparire attraverso vestiti firmati

I più grandi colossi della moda europea sfruttano i lavoratori in Romania. Per sfruttamento si intende una condizione di lavoro che non permette di associare la parola dignità al proprio stile di vita. Un salario che copre soltanto il 14% di quello che, per legge, dovrebbe essere il MINIMO GARANTITO.

Quindi, scriviamolo in grande visto che si tratta di “grandi marchi” che ci permettono di APPARIRE con stile per ESSERE dei coglioni di prima categoria

“ARMANI, DOLCE E GABBANA, HUGO BOSS (da oggi cambierò profumo), BENETTON, LEVI STRAUSS, LOUIS VITTON, ZARA…”

10.000 fabbriche di lavoratori sfruttati, sottopagati, costretti a fare prestiti per ricevere cure mediche dignitose, lavorano a capi d’abbigliamento come questa maglietta, prodotta in condizioni prive di dignità. Costa 575 euro.

Ovviamente lo sfruttamento riguarda anche marchi minori, low cost, ma non per questo di minore importanza! Con un patrimonio di 70 miliardi di dollari, il marchio Zara viene nominato in un reportage scandaloso che hanno mandato in onda in rai nel 2017

Questa, l’etichetta che dovrebbe essere posta sui capi d’abbigliamento

essere o apparire a discapito del prossimo

Non solo, oltre al danno, la beffa…

Il mercato parallelo ha, da sempre, ricevuto ovazioni per le contraffazioni. Ora, capisco bene che con soli 100 euro ti porti a casa una maglietta contraffatta che ne costerebbe 500; “grande affare!” Ma, se ti capita il contrario, sei proprio un coglione con la C maiuscola: compri in negozio, a prezzo pieno, una maglia contraffatta.

Essere o apparire. 2° punto: L’auto

Un altro uso e costume comune per sotterrare l’essere e concentrarsi sull’apparire è l’auto

Inutile fare polemica sul tizio riccone che compra una Ferrari perché, semplicemente, può permetterselo, infondo, siamo tutti più ricchi di ciò che crediamo. E altrettanto inutile sottolineare la stupidità di chi non potrebbe permetterselo e la compra lo stesso per tenerla posteggiata. Piuttosto, vorrei capire cosa sta spingendo la massa ad acquistare auto che, di buono, in base ai gusti soggettivi, hanno soltanto caratteristiche estetiche:

i SUV

È una cosa che ancora mi stupisce… Auto grosse come i gonfiabili per i bambini; sembra stiano per esplodere. Alcune sembrano delle edicole, altre, dei carri armati. Cos’è che le rende affascinanti agli occhi della gente visto che sono:

  • Pesanti
  • Ingombranti
  • Consumano più carburante
  • Non sono né un berlina e manco una jep
  • Non sai mai dove parcheggiarle
  • Sono goffe e lente
  • Costano di più

L’unica risposta plausibile è stata: “Hanno la posizione di guida più alta”, STI CAZZI! Ecco, quindi, l’unica motivazione per cui scegliere un SUV: apparire più alti. Eccoti, invece, 5 motivazioni per non comprare un SUV.

Un dato preoccupante per l’ambiente: Secondo la International Energy Agency i SUV inquinano così tanto da rendere inutili le riduzioni di emissioni delle auto elettriche

Pensa un po’: l’aumento della produzione dei Suv, dato da una richiesta sempre più alta, potrebbe rendere assolutamente inutili i vantaggi derivanti dalla diffusione, tra l’altro molto lenta per questioni di interessi, delle auto elettriche.

Essere o apparire. 3° punto: la casa

Quando vuoi apparire, piuttosto che essere, ti circondi di cose inutili

“Parton dal pratino e vanno fino in cielo, ha più parabole sul tetto che San Marco nel Vangelo”

Frankie hi-nrg mc

A chi non piacerebbe svegliarsi e fare colazione sul prato all’inglese accanto il bordo della piscina? Se poi abbiamo un campo da basket, pallavolo e mini golf, pista da boowling nel seminterrato, sala cinema e percorso esterno da fare con i Quad che teniamo parcheggiati in uno spiazzale di pertinenza… Beh, allora, il mondo può andare a farsi fottere, insieme al covid-19 i dpcm e la quarantena.

A questo punto, senza aggiungere altro, ti invito a fare un esperimento

la capacità di essere senza apparire

Soffermati per qualche secondo a osservare questa foto, poi, guarda il video che ti propongo: immagini raccapriccianti, alcune delle case più care al mondo. Lascio a te la parola finale nei commenti!

Grazie per aver letto…

Roberto Puccio


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3 commenti su “Essere o apparire? Conta chi ce l’ha più lungo!”

  1. Che dire? Il video non ho neanche finito di vederlo. Resto incredula ogni volta che mi si ripropongono le immagini di questa e altri bambini. Non comprendo perché ancora esista un divario cosi enorme: troppo ricchi e troppo poveri. Perché non facciamo nulla di concreto ma anzi continuiamo a sfruttare questa situazione. Non sono indifferente a tutto questo e chi mi conosce lo sa.
    Credo che il concetto dell`ESSERE farà sempre la differenza: determina la nostra unicità e la nostra identità.
    Sarebbe bello se chi APPARE e ostenta potesse riappropriarsi del proprio essere e contribuire a ridurre il divario di cui sopra.
    APPARIRE è un concetto che non mi è mai appartenuto sin da ragazza, non ho mai amato omologarmi, non ho mai sentito il bisogno di ricevere consensi e approvazioni da qualcuno, piuttosto mi tiravo fuori da sola da situazioni a ME non adatte. Sarà per questo che vivo una vita solitaria fatta di pochissime persone, quelle simili a me. Cerco di trasmettere lo stesso anche a mio figlio; dovrà “misurarsi” SOLO con la testa. Poi probabilmente anche lui farà gli stessi giochi ma…non vorrò saperlo 🤣
    E comunque riconosco che la nostra società contribuisce sempre più a rafforzare il concetto dell apparire e non quello dell essere: vedi il divulgarsi dei social attraverso cui tutti danno un immagine di sé diversa dalla realtà emulando qualche icona, offrendo di sé ciò che vogliono emerga. È tutta finzione alimentata dal bisogno di sentirsi accettati.
    Ci sarebbe tanto da dire ma credo che il pippone possa anche terminare. Mi scuso per essere stata prolissa.

    1. Credo che sia estremamente vero quando, parlando di te stessa, dici di vivere in solitaria con un ristretto numero di persone: è più semplice. Pochi ma buoni. Circondarsi di persone che sanno chi sei veramente e con cui non hai bisogno di fingere, di apparire, è un bene prezioso: rischi, altrimenti, di non essere mai padrone della tua vita, perché col tempo ti trasformi in ciò che la gente vorrebbe che fossi. È pur vero che il problema riguarda principalmente le nuove generazioni che, per apparire, hanno tecnologie che consentono un trasformismo senza precedenti con cui vivere una vita irreale.

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